Cosa sono i Veda

I Veda sono i più antichi testi della cultura indiana, hanno carattere ritualistico e filosofico e sono quattro volumi compilati in sanscrito vedico. Il contenuto di questi testi è estremamente vasto e abbraccia argomenti anche molto diversi tra loro.

La datazione dei Veda è incerta perché per molto tempo sono stati tramandati in forma orale. Tuttavia vengono spesso fatti risalire al secondo millennio a. C.

I Veda rappresentavano la conoscenza per la civiltà indiana dell’epoca. Il termine Veda significa infatti propio “conoscenza” o “sapere”. L’esigenza della salvezza attraverso la ritualità e il sacrificio così come l’aspirazione all’illuminazione e all’infinito, mettono in evidenza una profonda tendenza alla spiritualità dell’India antica. I saggi pregavano, tra le altre cose, per l’illuminazione spirituale, leggiamo infatti nelle parole del famoso Gayatri Mantra: “Nel sorgere, cessare e perdurare della vita, la natura essenziale che illumina l’esistenza è degna di adorazione. Possano tutti percepire attraverso l’intelletto sottile il fulgore dell’illuminazione.” (Nota: quella qui proposta è solo una delle possibili traduzioni dal sanscrito).

Questo è uno dei mantra più conosciuti e importanti della cultura indiana, ed è uno dei 1.028 inni che compongono il Rgveda, il primo volume, e che riflettono le idee religiose delle popolazioni indo-arie. Già in questo primo Veda troviamo dei riferimenti allo Yoga, inteso come unione della mente con il divino.

Nel secondo volume, il Samaveda, gli inni vengono riportati sotto forma di canto, si tratta infatti di mantra cantati. Tant’è che il termine Samaveda può essere tradotto come “Veda delle melodie”.

Il terzo volume, il Yajurveda, è dedicato alle preghiere e alle formule sacrificali. Quella vedica è infatti una tradizione rituale e i Veda furono scritti a supporto di articolate pratiche votive. 

Il quarto libro, l’Atharvaveda, riporta delle formule magiche. Questa contaminazione con la magia e la stregoneria lo fece considerare parte dei Sacri Veda solamente in un secondo tempo. In questo testo però si trovano anche degli inni di contenuto teosofico e cosmogonico, e per la prima volta viene trattato il concetto di forza vitale o Prana. È in questo Veda infatti che appaiono i primi cenni sul pranayama.

Nei Veda troviamo le prime apparizioni dello Yoga in forma scritta in cui viene esposto l’uso della meditazione per ottenere uno stato di coscienza superiore e di unità con il divino. Le pratiche meditative che leggiamo nei Veda anticipano quelle descritte da Patanjali alcuni secoli dopo negli Yoga Sutra. Ecco perché, anche per i moderni Yogin, i Veda costituiscono un vero e proprio patrimonio inestimabile.

Buona pratica consapevole a tutti!